mercoledì 27 maggio 2015

Il tè delle Azzorre

azzorre il te è molto pregiatoPochi lo sanno ma le isole Azzorre sono l’unico paese produttore di tè , chà  in portoghese, in Europa. Si tratta di una produzione di ottimo livello. L'unico  produttore è '' piantagioni di tè Gorreana''  che dal 1883 sull’isola di Sao Miguel si dedica a questa attività e che da 5 generazioni mantiene  le tecniche più  tradizionali di coltivazione
Il tipo di tè coltivato è uno solo, ma il differente trattamento cui le foglie sono sottoposte determinano i vari tipi di tea prodotti: Tè nero: Broken Leaf, Pekoe , Orange Pekoe ed il tè verde: Hysson . Si tratta di tè a produzione limitata tutti destinati a raffinati intenditori.  L’orange Pekoe si ottiene dalla lavorazione delle foglie più giovani ed è il più leggero ed aromatico, il Pekoe è meno aromatico ed ha un gusto più tondo si ottiene dalle seconde foglie, il Broken ha gusto più persistente e si ricava dalle terze foglie questi 3 tipi di tè si ottengono tritando delicatamente le foglie seccate del tè , il Hysson si ottiene  invece da un diverso tipo di lavorazione che utilizza il vapore   ebbene non ci siano dati ufficiale, pare che il tè fu introdotto nell’arcipelago delle Azzorre intorno alla metà del ‘700. Pare che intorno al 1820 fu un certo Signor Jacinto Leite a portare alcune piante di tè dal Brasile. I primi esperimenti produssero ridotte quantità di tè comunque sufficienti ai tempi per iniziare una produzione. Nella seconda metà del ‘800 la “Società di promozione agricola delle Azzorre ” inserì il tè tra le colture da sostenere.
Nello stesso periodo 2 cinesi di Macao si trasferirono alle Azzorre   allo scopo di divulgare le tecniche cinesi di coltura e produzione del tè e, grazie a loro vennero introdotte nuove varietà alle Azzorre. Il massimo delle produzione si raggiunse nel periodo che dalla metà del 1800 porta all’inizio del ‘900 quando la produzione arrivò a raggiungere le 300 tonnellate di prodotto di ottimo livello su una piantagione di 300 ettari , le Azzorre contavano allora una quindicina di società di produzione.  Attualmente come si è detto solo una società di produzione è ancora attiva.   Le isole Azzorre, grazie alla loro posizione al centro dell’Atlantico ed al clima, sono un ottimo habitat per la coltivazione del tè e non c’è quindi da stupirsi se le Azzorre  sono l’unico posto in Europa dove viene coltivato il tè.
azzorre coltivazioni tè delle azzorreIl terreno delle Azzorre ha consistenza soffice ed è  molto ricco di ferro e molto fertile, inoltre il suolo ha un PH che va dal 7 al 5 (neutro ed acido);oltre a ciò,  grazie al terreno collinoso le piantagioni beneficiano di una protezione naturale contro le intemperie, tutti questi elementi aumentano le qualità delle Azzorre come ideale luogo di coltivazione del tè.
Una volta che la piantagione di tè è ben progettata e realizzata ed  organizzata a linee parallele per ottimizzare la produzione, le piante di tè richiedono poche cure da parte dell’uomo.
Alle Azzorre le piante sono coltivate con tecniche biologiche. Le foglie possono essere raccolte solo dopo 4/5 anni, prima di ciò le piante vengono potate  solo ed esclusivamente al fine di migliorare la loro crescita.
Il tè è una bevanda ricca di proprietà salutari che a giuste dosi può offrire  parecchi benefici
La piantagione di tè delle Azzorre , e la relativa sola casa di  produzione delle Azzorre  possono essere visitati, si trovano sull’isola di Sao Miguel la più grande tra le isole dell’arcipelago delle Azzorre in una bella posizione panoramica si tratta della  Cha Gorreana , la visita, oltre a dare la possibilità di seguire le varie fasi della lavorazione  offre la possibilità di assaggiare direttamente nel luogo di produzione una vera prelibatezza ed una rarità gastronomica.

Tratto da Azzorre.com

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mercoledì 6 maggio 2015

Charter in barca a vela - Isole Eolie

Scegliere di passare le proprie vacanze alle Isole Eolie significa godere non solo di un periodo di relax e tranquillità che la barca a vela da charter notoriamente offre, ma anche avventurarsi alle scoperta delle isole per chi lo desidera e questo non solo durante il giorno, ma anche al calar della sera, quando le baie si popolano di villeggianti, feste e punti di ritrovo.
La popolazione turistica delle Eolie, compresi gli equipaggi vacanzieri in barca a vela, è così varia perché le isole e la vela strizzano l’occhio ad ogni tipo di clientela e sono in grado di offrire splendidi soggiorni sia alle famiglie, sia a chi cerca l'imbarco individuale, i singoli giovani vacanzieri più inclini alla vita notturna dei locali e dei ristoranti.

In questo le Eolie sono inarrivabili: la famigerata accoglienza siciliana trova qui la sua massima espressione! Gli isolani, lungi dall’essersi chiusi in loro stessi, si sono aperti completamente al turismo: l’ospitalità, il cibo, i servizi, la vita sociale sono hanno sempre la precedenza ed il risultato è quanto di meglio si possa sperare per la riuscita della propria vacanza! Sicuramente la barca a vela, sinonimo di turismo itinerante, offre la possibilità di godere appieno delle bellezze di questi luoghi.

Il nostro charter vi propone un tour delle isole; le belle giornate ed il clima mite, mitigato in estate dalla piacevole frescura delle brezze marine, invitano a perdersi in panorami di costa e di mare. Non esiste modo migliore della barca a vela per scoprire le spiagge meno affollate o semplicemente per trascorrere qualche ora lasciandosi cullare dal mare o riscaldare dal sole, scoprendo, durante la navigazione, splendidi scorci nascosti alla vista dei percorsi terricoli. Piccoli lembi di spiaggia nera deserti o scogliere a strapiombo, baie e paesini sul mare, si susseguono alla vista e regalano sempre paesaggi estremamente diversi tra loro; solo con il giro delle isole via mare in barca,queste si lasceranno scoprire completamente.




Tratto da Vacanze Isole Eolie

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Programma tipo:

Sabato: imbarco nel porto di Tropea alle ore 17:00, sistemazione in cabina e della cambusa, partenza per Stromboli. Arrivo previsto a Stromboli in tarda serata per ammirare lo spettacolo della sciara del fuoco. Pernottamento in rada.

Domenica: visita del paesino di Stromboli dove suggeriamo la colazione al bar “da Ingrid” per gustare le ottime granite di fronte al panorama mozzafiato dello scoglio di Strombolicchio. Ore 12:00 partenza per Panarea, bagno, pranzo e veleggiata per Salina, notte in rada.

Lunedì: colazione a bordo e partenza per la baia di pollara, famosa scenografia del film “ Il Postino” di Massimo Troisi, pranzo e veleggiata per Filicudi, serata a terra dove consigliamo di gustare la cucina tipica eoliana e la buonissima malvasia del bar “Saloon”. Notte in rada.

Martedì: colazione a bordo e bagno allo scoglio “La Canna”, partenza per Punta Lingua, suggeriamo il pranzo al bar “Da Alfredo” per assaporare il famoso Pane Cunzato e la famosissima granita! Partenza per Lipari, notte in porto...per sgranchirsi le gambe!

Mercoledì: colazione a bordo e partenza per Vulcano, bagno in una delle tante calette dell’isola, consigliata dallo Skipper in base alle condizioni meteo-marine, notte in rada.

Giovedì: colazione a bordo e partenza per le “Sabbie Bianche” di Lipari, le famose cave di pomice che per il loro colore bianco rendono questo tratto di costa unico, pranzo e veleggiata per la nottambula Panarea! Notte in rada.

Venerdì: colazione a bordo e bagno nella piscina di Lisca Bianca, centro dell’antico vulcano dell’isola di Panarea, dove si può ammirare l’attività vulcanica con la presenza delle bolle di acqua sulfurea...come fare il bagno in un acquario!!! Ore 12:00 partenza per Tropea, arrivo previsto in porto ore 18:00.

Sabato: ore 09:00 sbarco.

Nota bene: 

questo itinerario può subire variazioni causa condizioni meteo.

Le quote includono:
-posto cabina
-lenzuola e federe
-tender e motore fuoribordo
-pulizia finale
-assicurazioni

Le quote non includono:
-cambusa
-eventuali ormeggi
-carburante (la barca va consegnata a fine crociera con il pieno)
-vitto dello skipper (esentato da quota ormeggi e carburante) a carico dell’equipaggio


giovedì 30 aprile 2015

Slow travel

Con una barca a motore dal fondo molto piatto, attraversando le mangrovie, si raggiunge Boipeba, isola all’insegna di un turismo lento. Durante il tragitto si incontra Garapuá, piccolo centro di pescatori situato su un’insenatura meravigliosa con il mare calmo e l’acqua cristallina e  gli allevamenti di ostriche dove fermarsi assolutamente per una degustazione. A Boipeba non ci sono automobili, neppure una, non ci sono strade, solo piste di sabbia. Per spostarsi ci sono i trattori, che vengono utilizzati per la raccolta dei rifiuti e portare i bambini a scuola, la barca oppure a dorso d’asino.  Delimitata da un lato dall´Oceano e dall´altro lato dal Rio do Inferno, che la divide da Morro de Sao Paulo, l´isola si distingue per la sua rara bellezza naturale e la grande diversità degli ecosistemi.  Boipeba, una delle tre isole principali dell’arcipelago e conserva ancora l’atmosfera dei  luoghi incontaminati. Qui si può camminare per chilometri su spiagge deserte e avere la sensazione di essere l’unico essere umano: foreste, mangrovie, cascate, spiagge di sabbia bianca, barriera corallina e piscine naturali.  Flora e fauna sono protette dal Tinharé APA Boipeba creato nel 1992 per  conservare il ricco ecosistema di queste isole. Oggi l’isola è meta di viaggiatori  in cerca di preziosi paesaggi  fermi nel tempo. E sono già molti a sceglierla  come buen ritiro nella  speranza che mantenga inalterata la sua identità.
Noi ci siamo arrivati una domenica di maggio, accolti al pontile dal una corte di bahiane vestite di bianco che dispensavano  acque profumate: era la festa del Lavagem, una dei tanti riti sincretici che mixano Cattolicesimo e Candombè. La festa è una preparazione purificatrice alla celebrazione liturgica della Igreja do Divino Espírito Santo,  costruita dai gesuiti nel secolo 17° della settimana successiva. Incontriamo una signora che ha l’aria di avere un ruolo importante, scopriamo con stupore che la locale segretaria del Candomblè è italiana. Cristina Cenciarelli  è una fotografa (alcune delle immagini nel servizio sono sue) e si è trasferita qui da dieci anni. Gestisce una piccola incantevole pousada, Casinha Amarela,  e partecipa attivamente alla cultura popolare attraverso la gestione della biblioteca e progetti  socialmente utili. La festa continua con altre commistioni come la ritrovata celebrazione del Bumba meu Boi, una tradizione di tutto il Nord est del Brasile che celebra il bue. Velha Boipeba è il capoluogo, nella piazza sotto alberi secolari un gruppo di ragazzi danza la Capoeira.  Un frantoio per la produzione di olio della palma tipica, molto utilizzato nella cucina bahiana ci rivela l’origine del nome Dendé dato alla costa. Per gli amanti di rarità naturalistiche, il Museo Bone, offre un’impressionante collezione di pesci  e ossa di mammiferi marini.

Spiagge cartolina
Boca da Barra, alla foce del Rio Inferno, è la spiaggia  più frequentata;  superata una duna Knoll, ottima per nuotare e per imboccare un sentiero che porta ad altre spiagge. A Tassimirim lunghe passeggiate e snorkeling. Cueira bellissimo litorale di sabbia bianca e una grande distesa di palme da cocco. Ottima l’aragosta da Guido, un vecchio pescatore dell’isola. Alla fine di questa spiaggia divisa dal fiume si trova Moreré. Piscine naturali che emergono tra i coralli durante la marea bassa: pesci, aragoste, stelle di mare, polpi, oltre a diversi coralli e piante acquatiche. É il posto più frequento dell´isola  e anche quello più a rischio di impatto ambientale: per questo motivo è in atto un progetto di tutela che pone il divieto di avvicinamento a barche e motoscafi. Bainema può essere raggiunta in barca da Boca da Barra,  a  Ponta dos Castelhanos ci si può immergere fra i resti di un  veliero spagnolo del 16 ° secolo , che dà il nome alla spiaggia. Un’escursione curiosa e un poco impegnativa è  a Cova da Onca (Den Jaguar) nella zona São Sebastião, dove ci sono  i resti di un tunnel sotterraneo che pare sia servito come un rifugio ai gesuiti durante gli attacchi indigeni.
Due Reis
Merita una sosta Cairù, paesino arroccato con una chiesa bellissima e tradizioni molto sentite: qui ovunque si vada tutti sono cordiali e disposti a raccontarti la storia del paese come la piccola guida che in un soffio ci ha raccontato la sua vita e quella delle sue genti, per due Reis.

Teresa Scacchi

mercoledì 29 aprile 2015

Encanto tropical - Bem Vindo ao Morro de São Paulo

Primeira, Segunda, Terceira, Quarta… Desacelere e Relaxe, le spiagge qui non hanno un nome ma si chiamano prima, seconda, terza, quarta, quinta e in ognuna c’è un ricordo come mi racconta Bel, una ragazza che da cinque anni fa la pendolare con Firenze, da quando sulla Segunda ha incontrato l’amore della sua vita, italiano doc.  A Tinharé, meglio conosciuta  come Morro de São Paulo, e Boipeba non si arriva in automobile e non ne circolano ad eccezione di pochi fuoristrada che fungono da taxi per gli hotel più lontani, come il nostro.  È così in tutte le isole dell’arcipelago, poste a grappolo  di fronte alla costa brasiliana di Salvador di Baiha, lontane quanto basta dal continente da non poter essere raggiunte così comodamente e per questo ancora non troppo turistiche anzi, a parte Morro, praticamente selvagge. Fino a qualche tempo fa non era permessa neanche la circolazione dei trattori da lavoro, se non per la raccolta dei rifiuti e il trasporto di materiali,  e degli altri pochi veicoli utilizzati per raggiungere  le località distanti dal centro.
L’Isola de Tinharé é situata a nord dell’Arcipelago della Baia di Camamu, a sud dello Stato di Bahia, nella regione conosciuta come Tabuleiro Valenciano oppure Costa do Dendé. Difficile orientarsi con tutti questi nomi, ma una cosa è certa: il posto è bellissimo. Ci si arriva dalla costa brasiliana poco a sud di Salvador de Bahia con 2 ore e mezza di traversata in catamarano.  Ma volendo accelerare i tempi si atterra in soli venti minuti con piccoli velivoli.

L’arrivo in barca è al pontile della  meravigliosa Tinharé attraccando al villaggio capoluogo, Morro (collina) di São Paulo. È la principale di un arcipelago di 26 isole ricoperte da foreste tropicali, intrecciate fra loro da una maglia di canali naturali e circondate da acque cristalline. Camminando  si accede alla piazza principale e alle stradine di sabbia di Morro de São Paulo costruito sulla minuscola scogliera. I bagagli ve li porteranno abili e muscolosi ragazzi caricandoli su minuscole carriole. Il paese è sulla sommità del colle; dal faro, poi, la vista a strapiombo è emozionante e i più temerari scendono in “tirolesa” (una zip-line a cui appendersi, qui molto à la page) fino alla spiaggia.  Nei pressi del pontile si possono visitare  le rovine di un’antica fortezza portoghese risalente al XVI secolo e nella piazza principale la bella chiesa del ‘600 in stile coloniale. La posizione  geografica dell’isola spiega  la ricchezza architettonica di monumenti risalenti al periodo coloniale, oggi protetti dal Patrimonio Storico Nazionale. Scendendo dalla piazza, una ad una si aprono a ventaglio  magnifiche spiagge deserte, considerate tra le più belle del Brasile. Un piccolo paradiso incontaminato con una vasta scelta di pousadas – più di 160 – di ristorantini  e di bar, e una bella atmosfera creata dalla cultura locale. Il clima è molto rilassato, si passeggia da una spiaggia all’altra ci si incontra per colazione, pranzo, aperitivo o cena, ci si perde in feste sulle terrazze. L’aperitivo più ambito si prende alla pousada Natureza  all’imbocco del paese con vista meravigliosa sulla baia. Sulla “rua” principale la concentrazione di ristoranti, locali e negozi è altissima, difficile scegliere, fra tutti colpisce Lucia, una delle tante italiane expat, che nell’Enoteca mediterranea,  fa pasta fresca a mano tutti i giorni.

Da uno a cinque.

Come detto le spiagge sono numerate, da 1 a 5. Tutti gli “aficionados” delle feste si danno appuntamento sulla spiaggia numero 2. In quinta posizione, la Praia do Encanto, un nome una garanzia, vera e propria laguna paradisiaca e vergine, costeggiata da mangrovie. Da non perdere anche  i bagni d’argilla di Gamboa.

Sulla  spiaggia numero 1 furono costruite le prime case di villeggiatura, ora trasformate quasi tutte in pousadas, pensioni, negozi o ristoranti; le poche rimaste vengono affittate ai turisti. Qui si possono affittare tavole da surf, l’attrezzatura per le immersioni e prenotare  escursioni  a cavallo.

Superata la punta da Saudade  ecco la terza spiaggia, famosa anche per un piccolo isolotto con una unica palma da cocco nel mezzo.  Qui c’è il meglio della barriera corallina ed è uno dei punti preferiti per la pesca subacquea o l’osservazione di  pesci tropicali e coralli di tantissime specie e varietà.

A prima vista la Quarta Spiaggia sembra non avere fine. La  barriera corallina forma innumerevoli piccole piscine naturali. Niente musica o “barulio”, ovvero  rumore:  sono  la brezza del mare e il suono delle onde a  fare da sottofondo e a renderlo luogo ideale per rilassarsi all’ombra delle palme da cocco.

Dalla Quarta Praia una strada porta al piccolo villaggio di Zimbo e da lì  i sentieri  di sabbia che portano agli altri villaggi vicini, Gamboa do Morro e Morro da Mangaba.

Continuando sul litorale, attraverso il manguezal  (la zona protetta di mangrovie, un ecosistema unico per l’equilibrio del pianeta) e dopo aver guadato un piccolo fiume, si arriva alla Quinta Spiaggia. Piccoli resort  molto eco si armonizzano con l’incanto del luogo. Con un calesse o a piedi si raggiunge Gamboa: spiagge  e massi spettacolari, acqua cristallina e zero mondanità.  Ci sono però lo yacht club e l’unica scuola di vela della zona.

Teresa Scacchi

giovedì 23 aprile 2015

Vulcano - Isole Eolie

A Vulcano fare assolutamente niente è la cosa ideale, ma l’incanto che questa isola riesce a produrre è sempre lo stesso. Si torna indietro di millenni, si aspetta di vedere Omero e le Sirene (anche se è facile incontrare i vip di turno…), c’è una vegetazione rigogliosa e selvaggia da guardare con soddisfatta ammirazione.Come tutte le isole, è un luogo in cui tutto, cibo, profumi, scenari naturali, vegetazione che ha preso il sopravvento ovunque, sono di una semplicità così ovvia che ci si scopre ridicoli per la vita sofisticata che conduciamo in città.
Vulcano è stata dichiarata con le altre isole Patrimonio dell’umanitàdall’ Unesco, nonché Riserva naturale orientata.
Vulcano è l’antica Hiera (sacra) Thermessa (calda), Terasia o Terapia(terra calda) è una delle isole più belle e singolari dell’arcipelago delle Eolie e di tutta la Sicilia. Deve la sua esistenza dalla fusione di più vulcani, ed è l’unica isola assieme a Stromboli ad avere attività vulcanica con i crateri attivi di Vulcanello e La Fossa.
Una vacanza a Vulcano è un’esperienza unica … tra il calore del sole è quello delle Rocce che qui emanano ancora il calore delle terre primordiali.
Vulcano è famosa per le sue terme di acque sulfuree e le spiagge di sabbia nera, per la sua natura prepotente e selvaggia . 


Tratto da Turista per caso
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mercoledì 22 aprile 2015

Alla scoperta di Boa Vista

Isola di Boavista - Capo Verde

Isola di Boavista Capo VerdePianeggiante ma meno desertica della vicina Sal, l'isola di Boavista è la più orientale dell'arcipelago e quindi la più vicina alle coste africane. Gli oltre cinquanta chilometri di spiagge bianche e dorate - bagnate da un oceano color smeraldo - rendono l'isola destinazione particolarmente appetibile per il turista che desidera una vacanza dedicata al relax. Il profilo di Boavista è disegnato dalle dune e dalle piante di dattero, mentre la colonna sonora dell'isola è la dolce nenia della "morna", genere musicale nazionale per alcuni nato proprio qui.

Chi vuole rilassarsi al sole nell'isola conosciuta come "l'enorme spiaggia" non ha che l'imbarazzo della scelta; tra le località meritano comunque una segnalazione la bianca e lunghissima spiaggia di Curralinho (o Santa Monica), l'affascinante Praia de Varadinha e il litorale di Joao Barrosa , dove ricercatori spagnoli studiano comportamenti e riproduzione delle tartarughe.

Da non perdere a Boavista: SAL REI

Sal Rei è il pittoresco capoluogo di Boavista, punto di partenza ideale per molte escursioni alla scoperta della terza isola per grandezza dell'arcipelago capoverdiano. Da Sal Rei è facilmente raggiungibile il colorato centro di Rabil, di antichi splendori; merita una visita anche l'isolotto di Sal Rei, situato di fronte all'omonima cittadina che offre la vista dei resti di un antico fortino.

Tratto da Capoverde.it
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lunedì 20 aprile 2015

Arcipelago delle Azzorre - Isola do Pico

Le tante avventure di un vulcano in mezzo al mare.

Un’isola-vulcano che spunta dall’acqua nel bel mezzo dell’Oceano Atlantico. Vegetazione lussureggiante, vigne e paesaggi alpini, coste frastagliate e paesini da cartolina, formazioni laviche, crateri e sentieri panoramici. E poi mante, balene e delfini che nuotano nel profondo blu. L’isola di Pico si trova al confine del mondo, un concentrato di opposti che regala indimenticabili avventure a chi si sente pronto per confrontarsi con una natura selvaggia e primordiale.

È proprio così, le Azzorre sono un luogo che non si dimentica facilmente. Primo perché stanno in un posto dove non ci dovrebbe essere che il blu. Poi perché ogni isola è diversa, ma tutte sono accomunate da un fascino particolare che è difficile non portare con sé. Ovunque si vada, è sempre una scoperta. Perché dietro a ogni angolo si nasconde unameraviglia e vale la pena di vederle tutte.

Da lontano sembra un grande vulcano che esce dal mare, con il suo anello di nuvole bianche sulla punta. Ma quando si scende dalla nave, Pico diventa un’isola vera. Non un’isola di quelle che si vedono tutti i giorni, ma un’isola che ha qualcosa di magico, forse anche di mitologico. Sarà la presenza del vulcano, sarà il fatto che ci si sente in balia dell’oceano, sarà la vegetazione e l’incredibile varietà dei paesaggi, saranno i villaggi scoscesi o le rocce nere che contrastano con il blu del mare. Certo è che ogni giorno è un’avventura e c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire.

A Pico infatti le attività sono tante e le emozioni quotidiane non mancano. A partire dalle incredibili immersioni in oceano aperto che sono uniche in tutto il mondo, per arrivare alle tante attività di mare e di terra.

Prima di tutto è d’obbligo l’immersione a Princess Alice, un altissimo monte sottomarino che dalle profondità dell’oceano arriva a circa 35 metri dalla superficie dell’acqua, e che sorprendente i subacquei con un divertente carosello di gruppi di maestose e affabili mobule e mante che ruotano intorno alla cima del monte e si divertono a interagire con i visitatori.

Infine, non si possono dimenticare tutte le attività che si svolgono in mare aperto o lungo le pendici dell’isola e che regalano l’emozione di confrontarsi con una natura selvaggia e incontaminata. Le immersioni costiere in un ambiente sottomarino dominato dalla forza del vulcano per esempio, oppure il whale watching e lo snorkelling con i delfini, i tour pelagicialla scoperta dei tanti animali marini e il bird watching. Infine il trekking lungo i sentieri dell’isola e la salita al vulcano, con l’imperdibile opportunità di trascorrere una notte sospesi sull’oceano e di assaporare il piacere di veder sorgere il sole sull’arcipelago.

Sono anche disponibili i pacchetti “Avventura” riservati ai subacquei che vogliono provare tutte le emozioni possibili e i pacchetti tematici e di approfondimento scientifico come quello di osservazione e studio dedicato ai “Giganti del Mare”.

La zona orientale dell’isola è attraversata da tante strade e sentieri che è un piacere percorrere anche a piedi. In particolare una strada costiera collega Calhau a Manhenha ed è possibile addentrarsi lungo uno splendido sentiero naturalistico a picco sul mare che porta al faro di Ponta do Ilha. A Manhena è anche possibile cenare in un ristorantino tipico, frequentato per lo più da abitanti del luogo, e assaporare la cucina dell’isola sulla veranda orientata verso l’oceano.

Prima di sbarcare sull’isola di Pico è d’obbligo una sosta a Lisbona, città affascinante, solare, allegra e ospitale.





Tratto da Blue Space.it


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